LAVORO.
CONTRATTI AZIENDALI, “DEVONO RISPETTARE QUELLI COLLETTIVI”
Il gruppo provinciale di Rifondazione comunista presenta una mozione per partecipare all’azione di pressione sul Governo:
“Cancellare le modifiche operate sullo Statuto dei lavoratori”
Partecipare all’azione di pressione sul Governo per cancellare le modifiche operate dall’esecutivo sullo Statuto dei lavoratori e sui contratti. Rifondazione comunista porterà all’approvazione del Consiglio provinciale di Firenze una mozione perhè sia impedito che i contratti aziendali possano derogare ai contratti collettivi e alle leggi nazionali sul lavoro.
Si tratta di “cancellare gli articoli 8 e 9 della manovra finanziaria” per difendere il lavoro “da ogni forma di precarietà”. “Il complesso delle norme approvate con questo dispositivo – spiegano i consiglieri provinciali di Rifondazione Andrea Calò e Lorenzo Verdi – rappresenta l’attentato più grave che si sia avuto, fin dalla nascita della Repubblica, ai danni dei diritti dei lavoratori”. Si tratta di “un atto eversivo dell’ordinamento ed in specifico del principio fondante di gerarchia delle fonti del diritto, che da sempre prevede la prevalenza della legge sul contratto individuale e collettivo, e, in materia di lavoro, che le leggi siano inderogabili, perché i lavoratori siano protetti anche contro sé stessi, contro la loro debolezza e ricattabilità”.
20/09/2011
MAGGIO MUSICALE, “CI VUOLE UN TAVOLO A PIU’ VOCI”
Cgil, Cisl, Uil, Fials sottoscrivono un accordo con la Fondazione del Maggio Musicale con il quale viene prorogato il contratto dei 37 lavoratori di sala fino al 31 luglio 2012. Per i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista si tratta di un atto importante “di tutela del lavoro e della dignità professionale e una chiara risposta alla politica delle esternalizzazioni più volte annunciata dal duo Renzi e Colombo”.
Martedì 20 settembre riprende la trattativa tra organizzazioni Sindacali e cda. Al centro il rispetto del contratto integrativo e il complesso delle misure annunciate nella manovra di risanamento dello sbilancio. Rifondazione Comunista “esprime la propria soddisfazione sulla proroga dei contratti alle 37 maschere e chiede che la Provincia di Firenze informi correttamente e tempestivamente il Consiglio provinciale più volte schieratosi dalla parte dei lavoratori sugli sviluppi e sugli esiti”.
Le Amministrazioni Locali “rispondano tempestivamente all’appello lanciato dai sindacati a costituire un tavolo interistituzionale sui temi del Maggio”. Presentata una domanda d’attualtà. Di seguito il testo.
“Vertenza Maggio Musicale le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Fials sottoscrivono un accordo con la Fondazione con il quale viene prorogato il contratto dei 37 lavoratori di sala fino al 31 luglio 2012. Un accordo importante poiché contrasta la parte più odiosa della strategia di risanamento del deficit annunciata da Colombo & Renzi fondata su licenziamenti, esternalizzazioni dei servizi, tagli, flessibilità, mano libera su orari/mansioni/indennità, congelamento del contratto integrativo aziendale.
La proroga sembra che comporti una modifica delle prestazioni minime giornaliere che ‘…sarà per loro di tre ore e non più quattro… il che significa che i lavoratori, pagati con poco meno di dodici euro lorde orarie, si troveranno in tasca qualcosa meno…’.
Positivi sono i commenti dei lavoratori di sala che hanno ben chiaro che “…è stata vinta una battaglia, non la guerra…” e che la questione dovrà essere riaffrontata alla scadenza dei contratti. Di fronte al fatto che la gara per appaltare il servizio di sala non abbia dato gli esiti previsti da Renzi & Soci “…poiché non sono arrivate offerte vantaggiose contro i 120 mila euro che il Maggio diceva di spendere ogni anno per le maschere…” rappresenta la prova lampante che ‘ …non ci sarebbe stato nessun risparmio derivante dal mancato rinnovo dei contratti…’ e che i lavoratori ‘…non sono un costo ma delle professionalità da cui non si può prescindere…’.
Contro la decisione del CdA della Fondazione di procedere al licenziamento dei 37 lavoratori di sala si era espressa anche le Commissioni Lavoro e Cultura della Provincia di Firenze che con un documento approvato da tutti i gruppi consiliari presenti avevano invitato Colombo & Renzi a rispettare il lavoro, l’occupazione, il contratto e la dignità professionale degli operatori di sala.
Risolto il nodo delle maschere ora tornano d’attualità tutti gli altri temi della cura draconiana neoliberista oggetto di una dura controversia sindacale, a partire dal rispetto del contratto integrativo che riguarda la totalità dei lavoratori.
E su questo aspetto che viene comunicato il nuovo incontro con il CdA che si terrà martedì 20 settembre al quale parteciperanno tutte le organizzazioni sindacali che contrariamente al decisionismo fino ad ora vantato dal Presidente della Fondazione riaffermeranno il valore della trattativa e del negoziato quale modalità corretta nelle relazioni industriali.
Gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista nel ribadire la propria solidarietà ai lavoratori del Maggio Musicale e il sostegno alla vertenza in atto, nell’esprimere la propria soddisfazione per il risultato raggiunto quale la proroga dei contratti ai 37 lavoratori di sala fino al 31 luglio 2012 e in attesa che le Amministrazioni Locali (Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze) rispondano all’appello dei Sindacati a realizzare un tavolo interistituzionale sui temi del Maggio Musicale chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire dettagliatamente su quanto sta avvenendo al tavolo negoziale tra organizzazioni e CdA della Fondazione, di rendere esplicito e chiaro nei dettagli l’intesa raggiunta nonché tutti gli aspetti del piano industriale.
Altresì chiediamo di sapere il ruolo che la Provincia di Firenze intende esercitare nel contesto del CdA dove il Sindaco di Firenze e la Sovrintendente hanno espresso cosa fare per ridurre lo sbilancio senza aver reso chiara ed esplicita nel dettaglio la manovra di risanamento.
Ricordiamo inoltre che il CdA continua ad essere inadempiente verso la Provincia di Firenze lo stesso Consiglio Provinciale proprio sulla delicata materia della trasparenza e delle informazioni. Da aprile 2011 le Commissioni Consiliari stanno ancora attendendo atti e documenti inerenti la gestione della Fondazione dei quali avevamo avuto formale rassicurazione sul loro invio”.
19/09/2011
Gruppo consiliare provinciale PRC della Provincia di Firenze
POGGIO SERENO, “SILENZIO ASSORDANTE MENTRE L’ASL 10 FA CASSA”
La casa di cura ‘Poggio Sereno’ nel Comune di Fiesole rischia la chiusura. 32 lavoratori in mobilità rischiano la disoccupazione “mentre il sistema sanitario fiorentino si vede cancellare un importante e qualificata esperienza nella cura dei disturbi neuropsichiatrici – è l’allarme lanciato dai consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi – Irresponsabile è il comportamento assunto dalla Asl 10 che ha fatto cassa con risorse destinate alla convenzione di una struttura specialistica. Assordante è stato il silenzio della Regione Toscana e del Comune di Fiesole”. Rifondazione Comunista chiede che sulla vicenda della casa di cura Poggio Sereno “sia fatta luce salvaguardando i lavoratori e l’insieme dei servizi socio sanitari dell’area fiorentina”. Calò e Verdi hanno presentato sulla vinceda una domanda d’attualità. Di seguito il testo.
“Rischia la chiusura la Casa di Cura Poggio Sereno un vero e proprio punto di riferimento qualificato nel sistema sanitario fiorentino, 32 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro ( si tratta di medici, infermieri, ausiliari e personale amministrativo).
Poggio Sereno è un istituto di cura privato, di 60 posti letto, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, specializzato nella cura dei disturbi neuropsichiatrici, situato in Via Benedetto da Maiano n. 14 a Fiesole (FI).
Il fine istituzionale della struttura è quello di erogare in regime di ricovero (ordinario e Day-Hospital) ed ambulatoriale, prestazioni specialistiche di diagnosi e cura per patologie neuropsichiatriche e, in solo regime di ricovero, prestazioni mediche internistiche.
Da quattro anni la convenzione con l’Asl 10 è scaduta e l’azienda sanitaria provvede in modo irresponsabile a effettuare una proroga solo all’ultimo minuto, lasciando la struttura in un clima di incertezza e precarietà. I motivi per i quali l’Asl 10 ha nel tempo ridotto la committenza non sono mai stati chiariti in nessuna sede istituzionale, compresa la Provincia di Firenze anche a fronte di una crisi già ufficializzata nel luglio 2010 e con una procedura di mobilità avviata lo scorso febbraio.
Più volte il gruppo di Rifondazione comunista ha interessato l’Amministrazione Provinciale di questa vicenda con specifici atti ispettivi ad agosto 2010, ottobre 2010 e a giugno 2011, esprimendo la propria preoccupazione per come l’ASL 10procedeva nei rapporti verso una casa di cura che ha sempre fatto fronte alle crescenti necessità di ricovero espresse dai bisogni socio sanitari della popolazione.
Quella di Poggio Sereno è una vicenda emblematica e soprattutto spicca la disinvoltura con la quale i vertici della Asl 10 hanno agito indisturbati tagliando prima le risorse in un settore nevralgico dell’assistenza, attivando contestualmente una pericolosa crisi occupazionale e una inspiegabile dispersione di ben 60 posti letto. In questo contesto spiccano due gravi responsabilità istituzionali quella della Regione Toscana e del Comune di Fiesole sede territoriale della Casa di Cura che non sono mia intervenuti verso i vertici della ASL 10 nel chiarire i motivi per i quali si continuava a tagliare risorse verso una esperienza che guarda caso ha sempre lavorato bene in regime di monocommittenza.
Giovedì 22 settembre della vicenda di Poggio Sereno tornerà ad occuparsene la Commissione sanità del Consiglio regionale mentre sono ancora da chiarire la sorte dei 60 posti letto e il destino dei lavoratori.
Gli scriventi consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista unendosi alla preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati, per il rischio che la Casa di Cura Poggio Sereno di Fiesole, cessi l’attività e allarmati dal fatto che a tutt’oggi non sono stati chiariti in nessuna sede le scelte operate dalla ASL 10 verso la suddetta Casa di cura, dei tagli erogati e nei minori stanziamenti effettuati in regime di convenzione e soprattutto sulle pesanti ricadute in termini di prestazioni sanitarie e occupazionali che tali scelte hanno provocato in un contesto dove insiste una forte richiesta di assistenza da parte dei cittadini chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e l’Assessore competente di riferire sulla vicenda della Casa di Cura Poggio Sereno.
Altresì chiediamo di sapere gli sviluppi che questa crisi ha avuto ai tavoli procedurali dell’Amministrazione Provinciale anche in virtù del fatto che i lavoratori sono coinvolti nella procedura di Mobilità aperta dall’azienda lo scorso 30 luglio e quali strumenti di sostegno al lavoro, occupazione e salari sono stati attivati.
Infine chiediamo di sapere cosa intende fare la Provincia di Firenze, unitamente alla Regione Toscana e al Comuni di Fiesole per tutelare e salvaguardare l’occupazione nel settore della sanità privata fiorentina e soprattutto per difendere e qualificare l’insieme dei servizi socio sanitari dell’area fiorentina”.
19/09/2011
Gruppo consiliare provinciale PRC della Provincia di Firenze
Protesta del Gruppo Prc in Consiglio Provinciale: “No al tricolore che si macchia di sangue, sventoliamo la bandiera della pace”
Durante la seduta del Consiglio Provinciale di Firenze, riunito in seduta solenne per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, i consiglieri del Gruppo di Rifondazione Comunista esprimono la loro condanna all’intervento militare in Libia.
In conclusione del loro intervento i due consiglieri del PRC alzano la bandiera della pace.
Ecco una sintesi dell’intervento del capogruppo Calò che ha preceduto il gesto di protesta:
“Oggi il nostro Consiglio si riunisce per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. […]
Noi vogliamo farlo rifuggendo da qualunque retorica nazionalistica, ricordando che se Garibaldi e Cavour hanno realizzato l’unità geografica d’Italia e la moneta unica la lira, chi ha costruito l’unità dei diritti, chi ha abolito le gabbie salariali, chi ha abolito le differenze di retribuzione tra Nord e Sud, tra uomini e donne, chi ha costruito la scuola media unificata, il sistema sanitario nazionale e il sistema pensionistico unico superando la frantumazione e i particolarismi sono stati i lavoratori e le lavoratrici di questo paese che hanno lottato per l’eguaglianza e la giustizia.
Allora noi questo vogliamo ricordare che l’Unità d’Italia è stata fatta in larga parte come unità sostanziale dalle battaglie sociali e sindacali.
E’ questa unità sostanziale che oggi viene messa in discussione dalla Lega Nord con i suoi attacchi rozzi, razzisti e xenofobi e con le sue sceneggiate le quali minano il concetto vero di questa unità che sono i diritti e la solidarietà.
Accanto ad essi troviamo Marchionne, la stessa Confindustria che provano con una protervia inusuale a cancellare il Contratto Nazionale Unico, lo Statuto dei Lavoratori in nome della competizione, del mercato e dei profitti. […]
Quindi noi vogliamo festeggiare l’anniversario non solo di una mera Unità geografica ma l’anniversario di un evento che ha avviato la storia del nostro paese, una storia che ha visto nascere una nazione compiuta lungo un percorso durato decenni e che ha avuto i suoi momenti più alti nella proclamazione della Repubblica e nella stesura della sua Costituzione come riconoscimento dei valori della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza.
Noi festeggiamo dunque l’unità d’Italia, l’Italia che ci piace, quella nata dalla Resistenza, dalla lotta di Liberazione partigiana e costruita sui diritti e la pari dignità sociale di tutti i cittadini, quell’Italia che si riconosce nella Costituzione e nei suoi principi fondamentali quelli stessi che oggi sono sottoposti a continui attacchi e troppo spesso violati.
Per questo noi oggi festeggiamo l’unità d’Italia indignati dalla partecipazione del nostro paese ad una conflitto che calpesta l’articolo 11 della nostra Carta e il principio del ripudio della guerra.
Una nuova odiosa sporca guerra per interessi economici è cominciata in questi giorni contro la Libia.
L’unica preoccupazione dei nostri governanti è stata sempre e solo quella di contenere e respingere i profughi e di mantenere salde le mani sul petrolio, l’uranio e il gas libico.
Con un copione ormai logoro si ripropone tutta la retorica ipocrita dell’interventismo democratico e della guerra umanitaria.
Noi siamo contro la guerra sempre, senza se e senza ma, perchè, riprendendo le parole di Ginio Strada, noi siamo italiani e abbiamo una Costituzione che ripudia la guerra, perché tutte le “guerre umanitarie” hanno dimostrato il loro fallimento degli obiettivi dichiarati mentre si sono tutti realizzati gli obiettivi nascosti e denunciati dal movimento per la pace
Noi non ci arruoliamo alla guerra, sostieniamo la lotta dei popoli per la liberazione e al contempo ci opponiamo con forza all’intervento militare occidentale e all’uso delle basi poste sul nostro territorio e tanto più all’utilizzo degli aerei italiani.
La libertà, la democrazia non si esportano, non si costruiscono con le bombe. La nostra Italia sta oggi contribuendo a seminare distruzione e morte e ciò non può essere taciuto e noi vogliamo condannarlo.
Celebriamo l’Italia allora, ma questa Italia non ci piace e per questo motivo noi oggi non sventoleremo un tricolore che si macchia di sangue.
La nostra bandiera oggi porta i colori dell’arcobaleno, la nostra bandiera oggi è la bandiera della Pace”.
21/03/2011
Andrea Calò
Lorenzo Verdi
FIGLINE, “AVANTI CON SECONDO PONTE E PARCHEGGIO FERROVIARIO”
Mozione votata all’unanimità dal Consiglio provinciale di Firenze
Il Presidente della Provincia e la Giunta dovranno attivarsi per un’intesa con il Comune di Figline e gli altri Comuni del Valdarno perché, parallelamente alle fasi che dovranno portare alla progettazione, al finanziamento e realizzazione del secondo ponte, siano valutare le migliori modalità tecniche per conseguire quanto prima il seguente risultato: ampliamento di posti macchina del parcheggio a servizio dell’uso della stazione ferroviaria di Figline Valdarno e, conseguentemente, messi in atto tutti gli strumenti necessari alla realizzazione. A questo sono impegnati dal Consiglio provinciale di Firenze che ha approvato all’unanimità una mozione di Rifondazione comunista, illustrata dal capogruppo Andrea Calò, emendata dal consigliere Piero Giunti del Pd e con l’accoglimento di alcuni rilievi del capogruppo del Pdl Samuele Baldini. La mozione prende le mosse dell’assemblea pubblica di Matassino, organizzata dal Comune di Figline Valdarno, del 28 maggio scorso, con la presenza del sindaco di Figline, di Reggello e Incisa, e dei Presidente e Vice Presidente della Provincia. Durante quell’incontro furono presi impegni concreti per la progettazione e la realizzazione del secondo ponte sull’Arno tra Figline Valdarno e Reggello, che rappresenta un’infrastruttura strategica e determinante per tutti i cittadini dei Comuni del Valdarno Fiorentino. Era emerso, tra l’altro, che con la realizzazione del secondo ponte diventano indispensabili la migliore accessibilità e l’ampliamento del parcheggio della stazione ferroviaria, utilizzato già oggi da centinaia di pendolari provenienti da Matassino e dal altri Comuni del Valdarno. Il secondo ponte dovrà facilitare i pendolari che quotidianamente raggiungono il parcheggio di piazza Caduti di Pian d’Albero, per poi prendere il treno. Il parcheggio, attualmente, è già pieno alle otto del mattino per le auto dei pendolari che usano la stazione ferroviaria e per i motorini degli studenti del Vasari. La richiesta dell’ampliamento del parcheggio e del nuovo collegamento stradale è stata sostenuta anche dalla rappresentanza dei pendolari del Valdarno.
La media dei viaggiatori in salita e discesa dei treni, ha fatto notare Calò, è a Figline, nei giorni feriali, di circa 2900 persone, con un aumento di circa 400 unità rispetto al 2005. Dunque, l’ampliamento del parcheggio, “è diventato un’esigenza non più eludibile. L’approvazione unanime della mozione mette finalmente in sintonia le istituzioni con i bisogni sociali espressi dalla popolazione e dai territori. “. Piero Giunti, per il Pd, ha fatto presente che la Commissione trasporti del Consiglio, da lui presieduta, ha incontrato i pendolari del Valdarno “non in contrapposizione e nemmeno per mettere in difficoltà l’amministrazione di Figline. Quanto alla mozione, crediamo che la Provincia si debba fare carico di sostenere ogni iniziativa intrapresa, ma anche che il soggetto proponente e capofila debba essere il Comune di Figline”. “I parcheggi sono di tutti, non esiste una peculiarità di Destra o di Sinistra – ha osservato Andrea Cantini dell’Italia dei Valori – La mozione mette d’accordo tutte le anime presenti in Consiglio provinciale”. “Giustamente si invitano le persone a usare i mezzi pubblici – ha osservato Baldini – ma poi ci si accorge che spesso che i servizi per utilizzare i servizi pubblici non sono funzionali né all’altezza delle reali necessità”.
06/07/2010 15:24
Provincia di Firenze



