Il PIL non è la ricchezza prodotta in una anno nel paese, questo è ciò che fanno credere e questo è un altro dei motivi per cui il capitalismo non funziona. Il PIL è soltanto il flusso delle merci di un paese in un anno espresso in denaro, ma non è né il denaro di un paese né la sua ricchezza. Per di più questa contraddizione emerge ancora di più se osserviamo i differenti PIL : PIL nominale (comprendente l’inflazione) e PIL reale (calcolato compensando senza inflazione). non ha senso pertanto rapportare due grandezze diverse, uno stock di quantità della merce denaro e un flusso di merci in un periodo di tempo. Infatti molti economisti anche autorevoli hanno proposto nuovi metodi per calcolare veramente la ricchezza di un paese, e giusta riflessione andrebbe posta anche sul concetto di ricchezza e di valore.
Altro punto su cui non concordo è che il debito non nasce perché lo stato costruisce scuole ospedali e ferrovie, altrimenti paesi come la Cina sarebbero sul lastrico, invece è proprio l’opposto, lo stato invece di privatizzare deve investire e intervenire direttamente in economia. Il debito nasce perché lo stato sostiene l’industria privata che oltre a ricevere questi aiuti sottoforma di finanziamenti o detrazioni delocalizza all’estero portando via capitali. L’industria privata scarica sullo stato i suoi debiti, scarica sullo stato il problema della caduta del saggio di profitto.
Altro punto importante: Perché c’è il saggio d’interese sul debito? Marx spiega bene che è un sistema del capitale per “capitalizzarsi” ovvero per generare plusvalore senza trasformarsi in merce. La finanziarizzazione dell’economia è proprio questo, il mito del rischio non è la natura originante del saggio di interesse che invece nasce come mezzo per accentrare il capitale tramite la trasformazione di denaro—> in denaro + plusdenaro. Questo avviene soprattutto quando il capitalista deve contrastare la caduta del saggio di profitto e l’ultimo ciclo è iniziato in modo predominante e globale negli anni 70 tramite l’economia del credito.
Non si può discriminare quale debito si può pagare e quale no perché tramite il giro complesso tra filialibancarie, società e privati che i titoli di stato fanno non si ha la certezza di chi viene colpito, e anche da un punto di vista giuridico, soprattuto per l’Italia, non è possibile sostenere tale posizione.
Dichiarare default è possibile solo se non c’è disavanzo e c’è forte crescita, caso non Italiano, il default causerebbe svantaggi soprattuo alle classi più deboli come accadde all’Argentina. Serve una politica fiscale che redistribuisca richhezza, serve una politica strategica economica con intervento dello stato nell’economia per garantire la crescita, e serve capitale, cioè quel tanto di moneta da stampare necessaria per evitare la crisi cosa che dovrebbe fare una vera banca centrale. “Finché i pagamenti si bilanciano il denaro funge solo idealmente da denaro di conto, cioè da misura dei valori. Ma quando si debbono effettuare reali pagamenti, il denaro non appare quale mezzo di circolazione, quale forma del ricambio organico che deve far solo da mediatrice e poi dileguarsi, ma appare [...] merce assoluta. questa contraddizione balza fuori al momento delle crisi di produzione e delle crisi commerciali, che viene chiamato crisi monetaria. [...] L’opposizione tra merce e sua figura di valore, il denaro è spinta dalla crisi fino alla contraddizione assoluta. [...] Che si debba pagare in oro o in moneta di credito, p.es. in banconote, la carestia di denaro resta la stessa.” Il Capitale Libro primo, prima sezione merce e denaro
Che il capitalista investa in armi o in pannelli solari il problema della caduta del saggio di profitto rimane, ovviamente eticamente tra le due scelte è da fare la seconda ma non si risolve il problema della crisi economica, ovvero della caduta del saggio di profitto. La riprova sta nell’osservare come la Russia abbia risolto molto della sua crisi post sovietica vendendo armi e come allo stesso modo se la cavino bene gli USA.
Non solo la finanziarizzazione dell’economia mondiale è tutto un gioco di capitale che non si riflette in modo positivo sull’economia reale ma il fatto che avvenga prevalentemente in dollari fa si che gli USA possano guadagnare sugli scambi con il signoraggio monetario, in pratica gli accordi di Bretton Woods si fanno ancora sentire, un esempio è il petrolio che viene venduto in dollari, o per esempio alcune riserve monetarie di banche che hanno dollari. Questo contribuisce a permettere agli USA di vivere al di sopra delle loro produzioni a discapito del resto del mondo.
Il PIL non è la ricchezza prodotta in una anno nel paese, questo è ciò che fanno credere e questo è un altro dei motivi per cui il capitalismo non funziona. Il PIL è soltanto il flusso delle merci di un paese in un anno espresso in denaro, ma non è né il denaro di un paese né la sua ricchezza. Per di più questa contraddizione emerge ancora di più se osserviamo i differenti PIL : PIL nominale (comprendente l’inflazione) e PIL reale (calcolato compensando senza inflazione). non ha senso pertanto rapportare due grandezze diverse, uno stock di quantità della merce denaro e un flusso di merci in un periodo di tempo. Infatti molti economisti anche autorevoli hanno proposto nuovi metodi per calcolare veramente la ricchezza di un paese, e giusta riflessione andrebbe posta anche sul concetto di ricchezza e di valore.
Altro punto su cui non concordo è che il debito non nasce perché lo stato costruisce scuole ospedali e ferrovie, altrimenti paesi come la Cina sarebbero sul lastrico, invece è proprio l’opposto, lo stato invece di privatizzare deve investire e intervenire direttamente in economia. Il debito nasce perché lo stato sostiene l’industria privata che oltre a ricevere questi aiuti sottoforma di finanziamenti o detrazioni delocalizza all’estero portando via capitali. L’industria privata scarica sullo stato i suoi debiti, scarica sullo stato il problema della caduta del saggio di profitto.
Altro punto importante: Perché c’è il saggio d’interese sul debito? Marx spiega bene che è un sistema del capitale per “capitalizzarsi” ovvero per generare plusvalore senza trasformarsi in merce. La finanziarizzazione dell’economia è proprio questo, il mito del rischio non è la natura originante del saggio di interesse che invece nasce come mezzo per accentrare il capitale tramite la trasformazione di denaro—> in denaro + plusdenaro. Questo avviene soprattutto quando il capitalista deve contrastare la caduta del saggio di profitto e l’ultimo ciclo è iniziato in modo predominante e globale negli anni 70 tramite l’economia del credito.
Non si può discriminare quale debito si può pagare e quale no perché tramite il giro complesso tra filialibancarie, società e privati che i titoli di stato fanno non si ha la certezza di chi viene colpito, e anche da un punto di vista giuridico, soprattuto per l’Italia, non è possibile sostenere tale posizione.
Dichiarare default è possibile solo se non c’è disavanzo e c’è forte crescita, caso non Italiano, il default causerebbe svantaggi soprattuo alle classi più deboli come accadde all’Argentina. Serve una politica fiscale che redistribuisca richhezza, serve una politica strategica economica con intervento dello stato nell’economia per garantire la crescita, e serve capitale, cioè quel tanto di moneta da stampare necessaria per evitare la crisi cosa che dovrebbe fare una vera banca centrale. “Finché i pagamenti si bilanciano il denaro funge solo idealmente da denaro di conto, cioè da misura dei valori. Ma quando si debbono effettuare reali pagamenti, il denaro non appare quale mezzo di circolazione, quale forma del ricambio organico che deve far solo da mediatrice e poi dileguarsi, ma appare [...] merce assoluta. questa contraddizione balza fuori al momento delle crisi di produzione e delle crisi commerciali, che viene chiamato crisi monetaria. [...] L’opposizione tra merce e sua figura di valore, il denaro è spinta dalla crisi fino alla contraddizione assoluta. [...] Che si debba pagare in oro o in moneta di credito, p.es. in banconote, la carestia di denaro resta la stessa.” Il Capitale Libro primo, prima sezione merce e denaro
Che il capitalista investa in armi o in pannelli solari il problema della caduta del saggio di profitto rimane, ovviamente eticamente tra le due scelte è da fare la seconda ma non si risolve il problema della crisi economica, ovvero della caduta del saggio di profitto. La riprova sta nell’osservare come la Russia abbia risolto molto della sua crisi post sovietica vendendo armi e come allo stesso modo se la cavino bene gli USA.
Non solo la finanziarizzazione dell’economia mondiale è tutto un gioco di capitale che non si riflette in modo positivo sull’economia reale ma il fatto che avvenga prevalentemente in dollari fa si che gli USA possano guadagnare sugli scambi con il signoraggio monetario, in pratica gli accordi di Bretton Woods si fanno ancora sentire, un esempio è il petrolio che viene venduto in dollari, o per esempio alcune riserve monetarie di banche che hanno dollari. Questo contribuisce a permettere agli USA di vivere al di sopra delle loro produzioni a discapito del resto del mondo.